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Il 30 0ttobre l’Espresso pubblica un articolo dal titolo “Fondi europei, l’Italia butterà sei miliardi. Dovremmo spendere 100 milioni al giorno”, dove, citando dati Openpolis, si fa la radiografia di un fallimento annunciato della programmazione comunitaria 2007-2013 che si avvia a conclusione il 31 dicembre 2015 (per leggere l’articolo clicca qui).

Paolo Fantuzzi spiega ai lettori come la missione che attende regioni e governo sia impossibile e offre il tanto semplice quanto efficace calcolo: “sei miliardi e 570 milioni da spendere entro fine anno. Ovvero 108 milioni al giorno compresi i sabati, le domeniche e i festivi. Calcolando anche le ore notturne fanno 75 mila euro al giorno”.

Come arcinoto, la mia posizione nei confronti della vecchia programmazione ora in chiusura è stata sempre molto critica e rimando ai vari post e articoli scritti sul tema. Dunque non posso essere sospettato di buonismo o falso ottimismo. Tuttavia i conteggi fatti dal giornalista lasciano molto a desiderare.

Il problema tuttavia non è tanto nell’errore di calcolo, ma nell’errore di lettura delle fonti in cui incorre chi frettolosamente, per dare una notizia, non va alla fonte primaria e/o male la interpreta.

Primo (piccolo) errore: i dati a cui fa riferimento il giornalista, cioè il raggiungimento del 76,5% delle spese, non si riferiscono a quanto rendicontato bensì a un obiettivo fissato ma non raggiunto.

Secondo (grande) errore: il dato fornito (già viziato dal piccolo errore) non è relativo al 30 ottobre ma al 31 maggio 2015 (ultimo dato disponibile alla data di pubblicazione dell’articolo). Ne consegue che i giorni mancanti alla fine del periodo per rendicontare i miliardi residui non sono 60 come calcola il giornalista bensì 189!

Abbuonando quindi il primo (piccolo) errore, rimane il fatto che i milioni giornalieri da spendere non sarebbero stati dunque 108 ma 34! Cioè tre volte meno.

L’impresa non rimane certo facile, ma guardiamo ora gli ultimi dati appena forniti dal Ministero dell’Economia e da OpenCoesione sull’esito del monitoraggio di fine ottobre (cioè quelli effettivamente spesi), per fare un commento e una previsione seria.

Grafico spesa fondi UE 2007-2013.jpg

(Fonte: OpenCoesione al 31 ottobre 2015. Per maggiori info clicca qui)

Nella tabella fornita dal Ministero, inoltre, si evidenza anche la spesa effettuata e non ancora rendicontata. Quest’ultimo è un dato particolarmente rilevante a fine periodo, in quanto le amministrazioni avranno ancora il primo trimestre 2017  per certificare le spese sostenute entro il 31 dicembre.

A correre a dare notizie a volte, purtroppo, si inciampa. In questo caso, dal punto di vista delle molte (non tutte purtroppo) nostre amministrazioni che riusciranno a centrare gli obiettivi, direi per fortuna.

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