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Quando decisi di aprire questo blog, avevo  previsto una categoria di post che ho chiamato “voce ai giovani”, con la speranza che lo strumento di comunicazione non fosse solo il mezzo per esternare le mie opinioni sui temi che per passione o per dovere professionale seguo, ma anche per “dare voce” appunto a coloro che sono generalmente i destinatari delle mie proposte.

Tengo fede dunque all’originario proposito e a partire da oggi vi propongo il primo contributo:

“Riferendoci a Kant, se ognuno di noi, prima di agire, pensasse alla valenza universale delle proprie azioni, il risultato sarebbe positivo in termini di costruzione di un futuro per tutti. E’ necessario  quindi conoscersi e riconoscere i propri limiti anche per evitare di  spingersi oltre le capacità personali rivestendo incarichi che non si è in grado di ricoprire.

Sfugge probabilmente questo concetto a tutti quegli individui che si avvalgono di “raccomandazioni” per raggiungere obiettivi che altrimenti sarebbero inavvicinabili. Qualunque individuo che non rispetti il prossimo, s’imponga sugli altri, non rispetti le leggi e agisca solo per il proprio bene è un ladro di futuro. Solo con un cambiamento di mentalità individuale si può  creare un benessere globale.

È semplice muovere critiche e formulare giudizi sul prossimo, ed è ancora più facile elogiare se stessi, ma è molto difficile per la maggior parte giudicare oggettivamente se stessi, auto criticarsi, e riconoscere i propri errori per evitare di incontrarli di nuovo nel proprio cammino.

Chi pensa che la storia si ripeta, che comunque qualcuno s’imporrà sempre sull’altro, non sa in realtà riconoscere che tutto può cambiare con la determinazione. L’uguaglianza può esistere se l’uomo ha cura di sé come “specie” prima ancora che come individuo.

L’assenza di futuro è una “questione emergenziale”, un problema che la generazione “in ritardo” ha il compito di affrontare, mettendo da parte rivendicazioni contro la generazione precedente e ponendo in essere tutte quelle competenze spendibili che l’Europa chiede  e che si spera riesca ad offrire in termini di azioni comunitarie e di investimenti nel sistema scuola”.

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Questi alcuni dei passaggi più significativi dell’elaborato di Alfio Vecchio, lo studente di 17 anni dell’Istituto “Elena Principessa di Napoli” di Rieti risultato finalista alla prima edizione del concorso Riprendiamoci il futuro,  di cui è stata data lettura integrale nell’incontro a Rieti con gli studenti che hanno partecipato al programma di lettura del mio saggio Ladri di Futuro nel corso dell’anno scolastico 2015-2016.

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L’ennesima riprova che i ragazzi la voce ce l’hanno eccome, basta metterli in condizione di parlare (e scrivere).

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Per la rassegna stampa dell’evento a Rieti vedi gli articoli

23.05.16, rietinvetrina.it
Luciano Monti invita i giovani a riflettere sui “ladri” del loro futuro

23.05.16, frontiera
Il prof. Luciano Monti al magistrale invita i giovani a riflettere sui “ladri” del loro futuro

Per informazioni sul concorso promosso dal ClubdiLatina e dalla Fondazione Bruno Visentini clicca qui

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