Tag

, , , , , , , , ,

La recente firma del protocollo d’intesa tra il MIUR e l’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI)  rappresenta una formidabile occasione per coniugare le opportunità di crescita del capitale umano rappresentato dalle giovani generazioni di studenti del triennio superiore e le opportunità di tutela e valorizzazione del grande patrimonio storico, artistico e culturale rappresentato dalle dimore storiche private disseminate su tutto il territorio nazionale. Si tratta di due realtà entrambe “messe a rischio” che richiedono ora politiche organiche e di lungo respiro, volte a ridurre da un lato il consistente divario generazionale (dei giovani) dall’altro la marginalizzazione (delle dimore storiche).

Lo spunto della riflessione parte dall’esame di poco meno di un centinaio di dimore storiche toscane che svolgono anche attività di impresa e che sono dunque le prime candidate a rappresentare le entità di riferimento per percorsi di alternanza scuola-lavoro rivolti a quella che può essere definita la nuova economia della cultura.

Palazzo Vecchio

L’esame del campione, che non ha tuttavia la pretesa ancora di rappresentare il variegato microcosmo delle dimore storiche italiane, dimostra come i settori interessati sono numerosi, così come le competenze che vi si sviluppano. Competenze che possono arricchire non solo gli studenti che hanno intrapreso i percorsi dell’offerta liceale, ma anche quelli che si stanno formando negli istituti tecnici e professionali.

Si scopre che le attività delle dimore storiche non è solo circoscritta all’organizzazione di eventi e alla funzione di ospitalità e (talvolta) di ristorazione, ma spazia dallo Storytelling alla promozione del turismo esperienziale ed ecosostenibile, per arrivare anche all’artigianato e alla riscoperta di quelli che possono essere definiti i “lavori dimenticati”.

Anche tra le competenze ci sono delle sorprese, e molti sono i versanti trasversali come l’interazione con il pubblico, la conoscenza delle lingue straniere e il problem solving.

Sorprese anche dall’analisi quantitativa, che lascerebbe intravvedere, in una realtà come quella senese per empio, di poter indirizzare 1 studente su 10 in questo percorso. Uno studente che imparando a raccontare, rappresentare e valorizzare una dimora storica, imparerà anche a raccontare un po’ di se stesso. E questo non è poco per il mondo del lavoro ma in generale per la collettività, perché ciascuno di noi ha il proprio “museo” da custodire.

Voglio dunque concludere con le parole del premio Nobel per la Letteratura Orhan Pamuk, autore, tra l’altro, del capolavoro “Il Museo dell’Innocenza”:

“Visitando le città europee ho capito che i musei, come i romanzi, possono raccontare gli individui. Sono tesori del genere umano, ma sono contro l’utilizzo che ne viene fatto (…). Lo scopo dei musei statali è quello di rappresentare lo Stato: e questo non è né buono né innocente. (…) I musei nazionali mostrano la storia delle nazioni, secondo la teoria per cui questa sia più importante della storia degli individui. Ma solo le storie individuali riescono a dipingere la profondità della nostra umanità (…) I musei devono diventare più piccoli, meno costosi: così possono raccontare storie a livello umano (…) il futuro del museo è dentro le nostre case”.

Estratto dal mio intervento all’odierno convegno “Alternanza scuola-lavoro: Il ‘percorso’ nel patrimonio storico artistico e culturale italiano valorizzato dalle dimore storiche”, promosso dal MIUR e ADSI a seguito del protocollo d’intesa recentemente firmato e tenutosi a Firenze, presso Palazzo Vecchio.

Per leggere tutto l’intervento clicca qui Valorizzazione del patrimonio culturale

IMG-20160714-WA0001 (1)

(Nella foto, da sinistra a destra, Nicola Leone de Renzis Sonnino, Luciano Monti, Gaddo della Gherardesca, Gabriele Toccafondi, Carmela Palumbo, Fabrizio Proietti, Lucia Baracchini)

Programma convegno ADSI - MIUR 14 luglio 2016

Per scaricare il protocollo di intesa MIUR/ADSI clicca qui

Per i documenti prodotti sul tema a cura della Fondazione Bruno Visentini  clicca qui

Sullo stesso argomento vedi anche il post Il teorema del custode

Annunci