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Quando presento o commento i dati sulla disoccupazione giovanile, sui Neet e sulla povertà che affligge le generazioni più giovani, nonché le previsioni dell’Indice di divario generazionale per i prossimi anni, spesso vengo tacciato di catastrofismo e allarmismo.

Credo che i primi sostenitori dell’impronta ambientale che denunciavano decenni fa il grave depauperamento delle risorse del pianeta siano stati in una condizione non tanto diversa.

Ora come allora è difficile chiamare “al sacrificio” intere generazioni per un bene futuro di cui le stesse generazioni non trarranno che marginali benefici. Sono sorde. Fingono e non vogliono ascoltare.

Non lo sono invece i diretti interessati, come gli studenti che in questo fine settimana ho incontrato prima a Messina e poi a Catania, rispettivamente al Liceo Bisazza e all’Istituto Tecnico Industriale Archimede.

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(Un momento dell’incontro con gli studenti del Liceo Bisazza di Messina, nel corso della presentazione del libro Ladri di futuro. La rivolta dei giovani contro l’economia ingiusta, Luiss University Press, Roma 2016)

Questo perché molti dei ragazzi che frequentano oggi le superiori si stanno preparando ad un lavoro che ancora non esiste. E’ la frontiera di quelli che sono definiti unknown jobs. Ancora una volta guardare in avanti non è guardare un film di fantascienza, ma essere pronti ai grandi cambiamenti.

Per un giovane con tutta la vita davanti a sé essere protagonista di questo cambiamento rappresenta la più grande opportunità. Prove tecniche di futuro dunque.

Per leggere integralmente l’intervista a me e alla preside del Bisazza, la dirigente Anna Maria Gammeri, vedi prove-tecniche-di-futuro-gazzetta-del-sud-26-11-16

Qui il video Liceo Bisazza, Monti presenta “Ladri di futuro”

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