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Prima dell’estate ho avuto l’onore di ospitare, in uno dei miei corsi universitari, il prof. Jared Diamond, Premio Pulitzer per la saggistica nel 1998 con l’opera che gli ha dato fama internazionale: Armi, Acciaio e malattie-Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni (http://www.einaudi.it/libri/libro/jared-diamond/armi-acciaio-e-malattie/978880621922).

La tesi di fondo dello studioso di biologia evolutiva è che le società umane hanno avuto storie differenti a causa della geografia e dell’ecologia dei luoghi dove si sono sviluppate. Storie non determinate quindi dalle peculiarità biologiche dei vari popoli.

Monti-Diamond

Tecnologie e forme di governo centralizzate hanno preso piede presso le popolazioni sedentarie, dedite all’agricoltura e all’allevamento in grado di generare surplus alimentari. Ebbene, sostiene Diamond, questi fenomeni alla base dello sviluppo si sono riscontrati solo dove vi era presenza di terre coltivabili e di animali addomesticabili, cioè solo in alcune aree del nostro pianeta.

Gli abitanti di quelle aree, che hanno dato vita alle civiltà euroasiatiche, hanno dominato e dominano oggi il mondo perché avvantaggiate dal contesto in cui vivevano. Questi popoli hanno vinto la corsa alle armi, l’acciaio e la resistenza alle malattie (il titolo del libro appunto). Armi, acciaio e virus “importati” hanno agevolato la conquista delle Americhe (vedi saggi in proposito su Cristoforo Colombo ieri, ne La Lettura del Corriere della Sera a cura di Antonio Carioti), del Sud Africa e della Polinesia da parte degli Euroasiatici.

Si può essere d’accordo o meno con questa tesi ma su un punto credo che tutti dobbiamo riflettere: accadimenti avvenuti migliaia di anni fa ancora oggi determinano il nostro modo di vivere e tracciano linee spesso invalicabili tra coloro che hanno la fortuna di nascere in determinate aree del pianeta e altre che invece sono o saranno condannate a lasciare i luoghi di origine perché divenuti inospitali o marchiati da annose guerre e catastrofi naturali.

(Estratto dal mio editoriale di ieri su La Provincia di Como. Per l’articolo clicca qui: Laghi e nevi a rischio. Dalle parole ai fatti – La Provincia 08.10.17 (1).

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