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Come noto il Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87 (c.d. “Decreto dignità”), convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2018, n. 96 ha profondamente trasformato il quadro normativo della disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato e ha apportato significative modificazioni all’art. 19, comma 1 del D. Lgs. n. 81/2015 (c.d. “Jobs Act”).

Entrato definitivamente in vigore dal 1° novembre 2018 è certamente presto per valutarne l’efficacia. Tuttavia è possibile contestualizzarlo nelle dinamiche del mercato del lavoro degli ultimi mesi dell’anno, corso sino a gennaio 2019.

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(Al convegno “Il contratto di lavoro. Dal Jobs Act al Decreto Dignità”, Luiss, Aula Toti, Viale Romania Roma, 2 aprile 2019 promosso da LUISS, Fondazione Bruno Visentini e Confindustria Brindisi)

Come si può vedere nella tabella pubblicata nelle statistiche flash curate da Istat, nei quattro mesi in questione gli occupati sono scesi dello 0,1% attestandosi a 23.236.000 unità.

Entrando nella disamina della natura dei lavoratori, si nota tuttavia una diminuzione dei dipendenti a termine (-12.000 unità) rispetto al quadrimestre precedente (agosto-ottobre 2018)  e un analogo incremento dei dipendenti indeterminati (+12.000 unità). Il risultato negativo sopra ricordato è dunque da imputare alla contrazione dei lavoratori autonomi, scesi di 19.000 unità.

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(Fonte Istat, 1 marzo 2019)

Note negative invece dalla distribuzione per fasce di età del mercato del lavoro. Sempre nel periodo da ottobre 2018 a gennaio 2019 gli occupati under 24 sono calati di 3.000 unità, mentre i lavoratori tra i 25 e i 49 anni sono diminuiti di 42.000 unità. Gli ultra cinquantenni invece sono aumentati di 26.000 unità.

Come osserva Istat “Su base annua in tutte le classi di età ad eccezione dei 15-24enni si osserva una crescita del tasso di occupazione e un calo del tasso di disoccupazione. Il tasso di inattività aumenta tra i 15-34enni mentre diminuisce per le persone di 35 anni o più”

In conclusione, stando ai primi dati, si registra un lieve impatto del Decreto Dignità, non tale tuttavia da farlo considerare una misura di supporto agli under 35.