Mentre sale lo spread continua l’emergenza giovani

Tag

, , , ,

In queste ore delicate, con lo spread a 1 giorno che apre a oltre 330 dopo la  comunicazione alla Commissione UE del niet italiano alla richiesta riduzione del deficit, il pensiero corre ai più giovani, che non hanno votato alle elezioni politiche e che non voteranno neppure a quelle europee dell’anno prossimo. Loro saranno i pagatori in ultima istanza del deficit cumulato in questi anni dallo Stato Italiano.

Il pensiero corre però anche a quell’esercito di giovani non più tanto giovani (gli under 35) che ancora non trovano lavoro e che spesso non lo cercano.

Ignari i primi e i secondi di quello che potrebbe succedere se continua il braccio di ferro. in atto.

Le previsioni le lascio ai politologi e macroeconomisti. Io mi limito a osservare un fatto: come si vede dalla figura sottostante, da me elaborata su dati ISTAT, il numero dei Neet è andato leggermente calando a partire dal terzo trimestre dell’anno scorso e l’ultimo dato disponibile (giugno 2018), per la prima volta si posiziona sotto i 3 milioni di unità.

NEET 15-34 anni. i (Dati Istat per mille)

NEET

Non è molto ma è , o meglio era, un segnale. Non resta che attendere il prossimo dato e vedere se il “governo del cambiamento” in questo caso (speriamo) non faccia cambiare anche questo trend!

Manca intanto meno di un mese alla presentazione del Rapporto 2018 della Fondazione Bruno Visentini sul divario generazionale e per chi volesse qualche anticipazione, ecco qui di seguito una mia intervista rilasciata nei giorni scorsi: Emergenza giovani.Un Piano Marshall per l’occupazione

Annunci